sabato 5 marzo 2016

Fiducia, vendita e "Advocatus diaboli". Un approccio diverso al cliente

Cosa dire adesso, cosa fare, faccio fatica ad ottenere la firma sul contratto. Perché? In tutta onestà devo dire che bisogna fare un passo indietro perché questa è la fase intermedia del nostro incontro "di vendita". Ma qual'è il vero punto di partenza?

L'intervista (questa misteriosa)

Se segui il link qui sopra troverai un articolo che ti aiuta a non andare in panico in questa primaria e fondamentale parte del tuo incontro e, di conseguenza, ti apre la porta alla seconda fase che ti avvia a creare un giusto feeling, per far crescere la fiducia e portarti nella giusta direzione per finalizzare al meglio l'appuntamento.

Perché allora parlare di "advocatus diaboli"? Perché, al momento opportuno, parlare di un piccolo "difetto" del tuo prodotto ti pone nella condizione di creare quel qualcosa in più che porta fiducia ma, sempre con attenzione e intelligenza, bisogna padroneggiare questa tecnica.

Come sempre il dott. Andrea Tanda ci illustra al meglio e in modo chiaro cosa fare e dire affinché tutto fili liscio... Con una sola premessa fondamentale ovvero una intervista iniziale fatta come si deve.

Per l'articolo clicca qui

PS. Mi preme dare una definizione ad Advocatus Diaboli prima che si creino spiacevoli incomprensioni:

Advocatus diaboli è una locuzione latina che si traduce in italiano con avvocato del diavolo.
Il promotore della fede (in latino promotor fidei), chiamato informalmente avvocato del diavolo, fino al 1983 era una persona incaricata dalla Chiesa cattolica romana di apportare argomenti che mettessero in discussione le virtù e i miracoli dei candidati alla canonizzazione, durante il processo d'indagine.
Questo ufficio, istituito nel 1587 da parte di papa Sisto V, è stato abolito nel 1983, dal papa Giovanni Paolo II, con la costituzione apostolica Divinus perfectionis magister, che ha riordinato il processo delle cause dei santi, coinvolgendo molto di più rispetto al passato i vescovi locali nel promuovere e indagare sulle cause di canonizzazione, lasciando al promotor fidei il compito di redigere, insieme ad altri teologi, le conclusioni sulla relazione finale preparata dal relatore della causa (la cosiddetta positio).
In seguito a quella data, il numero dei processi di canonizzazione è cresciuto rapidamente, arrivando a quasi 500 nuovi santi e più di 1300 beatificazioni durante il solo pontificato di Karol Wojtyla, cifre notevoli soprattutto se confrontate alle sole 98 canonizzazioni dei suoi predecessori nell'arco del Novecento.
Nel linguaggio di tutti i giorni il termine indica una persona che controbatte a un'argomentazione non perché intimamente convinta, ma piuttosto per alimentare un dibattito o contrastare le altrui posizioni. Questo processo può essere utilizzato per verificare la genuinità dell'argomento originale o identificare le debolezze nella sua formulazione. [Fonte Wikipedia]