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venerdì 27 gennaio 2012

Lavoro. Curriculum vitae ormai obsoleto?


Come al solito gli americani provano a stupirci oppure cercano di sfruttare al meglio la tecnologia anche per valutare un potenziale candidato? Stando a quanto trovato in Rete, la web reputation sta iniziando ad acquisire una rilevanza fondamentale per la valutazione di candidati a posti di lavoro così come test attitudinali fatti in Rete, dove conta essere smart e sfruttare al massimo le proprie capacità piuttosto che nascondersi dietro titoli e pezzi di carta.


Vi lascio a questa interessante lettura così da approfondire meglio l'argomento.


[...] Tempi duri per chi cerca lavoro oggi. Oltre alla crisi, ci si mettono anche le aziende, a cui il curriculum vitae tradizionale pare non basti più per valutare l’idoneità di un candidato.
Recentemente l’azienda statunitense Union Square Ventures, agli aspiranti analisti finanziari che avevano fatto domanda di assunzione, ha chiesto di inviare i link ai loro blog e alla loro pagina Twitter anziché mandare il classico cv.  Segno evidente che i selezionatori erano più interessati alla reputazione della persona in rete che alle sue esperienze professionali e al suo passato accademico. I link alle pagine personali online dovevano poi essere correlati di un video in cui gli interessati erano tenuti spiegare i motivi per cui avrebbero voluto essere assunti. [...] 


Per proseguire nella lettura fai click su questo link


Fonte: Libero - Tutto sul Lavoro

sabato 31 luglio 2010

Articoli e informazione... da giornalisti a giornalai e ritorno...


Premessa. E' da gennaio che sto facendo un lavoro che non avevo mai fatto prima ovvero leggere, raccogliere informazioni e cercare di dare loro un senso per poi pubblicarle sul sito di una Onlus, fondamentale nel panorama italiano, ben conosciuta dagli addetti ai lavori, ma quasi sconosciuta al grande pubblico.

Tante volte mi limito a recuperare dalla rassegna stampa i ritagli più significativi e li pubblico così come inserisco nella biblioteca i libri e le ricerche dei principali istituti italiani ed europei. Da neofita, con voglia di imparare, ho iniziato a frequentare i social e, in modo naturale e spontaneo, ho fatto una selezione di utilità per poter far conoscere il messaggio della mia realtà quotidiana.

Facebook come via per lanciare notizie e chiacchierare con qualche (assai pochi) utente durante la giornata, Twitter per noi è piccolo e lo uso solo per diffusione e poi c'è Meemi.com che mi ha aperto gli occhi e il mondo con i suoi personaggi veramente fantastici. Parlo con blogger competenti, persone affascinanti per la loro storia e il contributo che danno all'informazione in generale, soprattutto per la pazienza che hanno nel rispondere alle mie domande da niubbo di prima categoria, e qui mi aggancio al titolo.

Facendo tutto questo e frequentando certi social sono venuto a conoscenza di una cosa che mi ha sconvolto ovvero la mancanza di professionalità da parte di alcuni nel proporre, a prezzi ridicoli, la scrittura di articoli anche su argomenti professionali di un certo spessore.
La proliferazione di siti generalisti, dove si parla di tutto e di più, dove si cerca di arrivare in cima alle liste dei motori di ricerca, ha abbassato il livello dell'informazione in modo drammatico. Forse Google (se non ho capito male) fa bene a ragionare in ottica di concretezza e reputazione, in questo modo si potranno sfrondare tutti quei siti che promettono miracoli ma poi ti lasciano con un pugno di mosche.

Personalmente ritengo che se si vuole scrivere di teconologia si deve conoscere molto bene l'argomento perché ti rivolgi ad un pubblico competente e ci vuole poco per rovinarsi la reputazione e quindi sparire.

La causa scatenante di questo fiume di parole? Molto semplice... Non sopporto l'approssimazione nel dare le notizie da parte di giornalisti che recensiscono libri oppure che vogliono parlare di argomenti molto specifici.

Purtroppo l'errore lo vedo io che conosco la storia, perché la vivo e quindi noto subito che una realtà come la Onlus per la quale mi impegno non potrebbe sopravvivere e far sopravvivere 1.300.000 persone con solo 9000 tonnellate di cibo ALL'ANNO. Quelle 9.000 tonnellate vengono raccolte in un solo giorno grazie allo sforzo di 5.000.000 di donatori e oltre 110.000 volontari che su oltre 8.000 punti vendita in Italia danno il loro contributo per aiutare chi non riesce a comprarsi il necessario per mangiare.

Ma allora cosa e quanto raccogliamo durante l'anno? Comprese quelle 9.000 tonnellate arriviamo a poco meno di 80.000 ma stiamo crescendo. Non mi sembra un brutto numero, anzi. Ma questo lo so io, lo sanno coloro che collaborano con noi e chi ci aiuta nelle ricerche, dovrebbero saperlo i giornalisti che potrebbero aiutarci nel diffondere il messaggio per noi ma anche per altri.

L'ultima notizia che ho pubblicato riguarda un accordo raggiunto in Lombardia con una nota catena di super-ipermercati. Avevo poche righe che spiegavano, in sintesi l'accaduto, e dovevo dare un senso a tutto. Ho cercato i dati sui personaggi coinvolti, ho alzato la cornetta del telefono e ho parlato con i colleghi presenti e ho fatto le mie poche righe. Non credo ci voglia una scienza. Il problema è che sono pochi, purtroppo, quelli che si rendono realmente conto del peso delle parole che pubblicano sulla Rete. Non si rendono conto che possono creare dei danni e, peggio del peggio, non si rendono conto che quello che scrivono resterà all'interno della Rete stessa per sempre (date voi un limite al sempre).

La mia famiglia e poi i lavori che ho fatto fino ad ora mi hanno insegnato una cosa... Fare tanto per fare non mi porta vantaggi anzi, mi fa passare come un superficiale e poco professionale. Forse aveva ragione Gianfranco Funari.... La maggior parte di quelli che una volta erano Giornalisti sono andati in pensione oppure morti. Ora sono rimasti solo dei giornalai, con tutto il rispetto per la categoria.

Sicuramente una speranza c'è e la intravedo... Ci sono le nuove leve, coloro che hanno iniziato a scrivere prima sul PC che sulla carta. Coloro che hanno capito come funziona la Rete e posso vantarmi di averli come amici all'interno della Rete stessa.

Dopo l'incendio la foresta ricresce, sempre, più forte e rigogliosa.