Quanto leggerete qui di seguito, per alcuni, saranno informazioni già conosciute ed utilizzate mentre per altri potrebbero essere una bella ed utile scoperta. Questa vuole essere una introduzione "di base" al mondo del Social Media Marketing, un socchiudere la porta, ad una serie di segreti per poter ottimizzare un'azione di marketing con i social media, integrandoli tra loro.
Questa guida abbraccia tutti i social principali ovvero Facebook, Twitter, Instagram, YouTube, Pinterest e Foursquare.
Un sacco di trucchetti e consigli sono stati pubblicati attraverso il web per aiutare a trasformare i social media in un canale di traffico e generatori di contatti. Ma anche con tutte queste informazioni, ci sono ancora alcune cose che non possono essere viste e acquisite senza il giusto tempo per curiosare nelle reti social.
Il post che leggerete tra poco si occuperà di andare a scovare quelle piccole cose e situazioni che si annidano ai margini dei social, situazioni che permetteranno di migliorare le nostre campagne di social media marketing e tutto questo grazie all'esperienza di alcuni marketers perfettamente "navigati" che condividono la loro esperienza.
Il testo è in inglese e la fonte è Hubspot Blog ed è stato scritto da Rachel Sprung.
Per leggere il post clicca su questo link, buona lettura.
Il segreto del cambiamento è nel focalizzare tutta la tua energia, NON nel combattere il vecchio, ma nel costruire il nuovo.
Visualizzazione post con etichetta social network. Mostra tutti i post
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lunedì 18 giugno 2012
venerdì 17 giugno 2011
E chi dice che stare sui Social Network fa male?
Potrebbe essere sfatato l'alone negativo che circonda coloro che utilizzano i Social Network, frequentarli migliorerebbe la capacità di relazione anche al di fuori del virtuale. Chi ha ragione? Una ricerca americana ci spiega questo "fenomeno". Buona lettura.
Roma - Le tecnologie isolano gli individui e tranciano le relazioni sociali? O essere connessi virtualmente con altre persone procura benefici? E dunque: qual è l'impatto sulla vita sociale di Facebook, LinkedIn, MySpace e Twitter e, più in generale, dei social network? Questo l'oggetto di indagine di un recente sondaggio condotto dal Pew Research Center's Internet & American Life Project, volto a osservare i siti di social networking e a studiare come l'uso di simili tecnologie influenzi alcune componenti fondamentali del vivere associato come la fiducia, la tolleranza, il supporto reciproco e l'impegno civico e politico.
Il campione preso in esame ha coinvolto 2255 adulti statunitensi, intervistati nei mesi di ottobre e novembre 2010, e ha rivelato che su 1787 utenti di Internet 975 (o il 47 per cento del totale) utilizza un servizio di social networking come Facebook (92 per cento), LinkedIn (18 per cento), Twitter (13 per cento) e MySpace (29 per cento). A suffragare i dati raccolti, i ricercatori hanno sottoposto una serie di domande volte a evidenziare i dettagli sulle modalità di uso dei servizi e su come tale utilizzo si colleghi alle scelte personali e ai diversi aspetti della vita sociale.
USA, i social network fanno bene alla vita
Il campione preso in esame ha coinvolto 2255 adulti statunitensi, intervistati nei mesi di ottobre e novembre 2010, e ha rivelato che su 1787 utenti di Internet 975 (o il 47 per cento del totale) utilizza un servizio di social networking come Facebook (92 per cento), LinkedIn (18 per cento), Twitter (13 per cento) e MySpace (29 per cento). A suffragare i dati raccolti, i ricercatori hanno sottoposto una serie di domande volte a evidenziare i dettagli sulle modalità di uso dei servizi e su come tale utilizzo si colleghi alle scelte personali e ai diversi aspetti della vita sociale.
Per leggere tutto l'articolo fai click su questo link
Fonte: Cristina Sciannamblo per Punto Informatico
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giovedì 9 giugno 2011
Informazione online. Analisi dell'evoluzione Italiana
Un nuovo post del Tagliaerbe estremamente interessante. Da leggere tutto e commentare. Buona lettura.
I 5 temi oggetto dello studio sono infatti:
Analisi dell’evoluzione dell’informazione online in Italia
Dopo le ricerche del 2009 e 2010, più centrate sui blog, da pochi giorni è disponibile una nuova indagine condotta da Human Highway (per Liquida), che questa volta prova ad allargarsi a tutta l’informazione online:
L'evoluzione dell'informazione online
View more presentations from Liquida
I 5 temi oggetto dello studio sono infatti:
• La domanda di informazione online
• Il ruolo dei blog
• Il ruolo dei social network
• Come si informano gli utenti della Rete
• Come si diffonde una notizia in Rete
• Il ruolo dei blog
• Il ruolo dei social network
• Come si informano gli utenti della Rete
• Come si diffonde una notizia in Rete
[...]
Per leggere come si è sviluppata la ricerca fai un click sul link
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venerdì 3 giugno 2011
Internet = Social. E' questa la causa di uno scarso rendimento lavorativo?
Una nuova ricerca proposta dalla harmon.ie ha coinvolto 515 lavoratori per scoprire come viene utilizzato il tempo durante la giornata lavorativa. Il monitoraggio ha dato risultati interessanti riguardo la quantità di tempo utilizzato per la gestione di tutta la Reste Social alla quale sono collegati.
Un nuovo contributo del Tagliaerbe. Da non perdere.
Lavoro poco? Tutta colpa di Internet (e dei Social)
Un recente studio di harmon.ie, condotto su 515 lavoratori statunitensi in ambito IT, ha messo il luce l’impatto “distrattivo” che Internet e i social media hanno durante la giornata lavorativa.
Più in dettaglio:
Fonte: Tagliablog, liberamente tratto da I Can’t Get My Work Done: A New Industry Survey Looks At Workplace Distractions, di David Lavenda.
Un nuovo contributo del Tagliaerbe. Da non perdere.
Lavoro poco? Tutta colpa di Internet (e dei Social)
Un recente studio di harmon.ie, condotto su 515 lavoratori statunitensi in ambito IT, ha messo il luce l’impatto “distrattivo” che Internet e i social media hanno durante la giornata lavorativa.
I risultati sono riassumibili in questa immagine:
Più in dettaglio:
• La maggioranza (57%) delle interruzioni coinvolge sia gli strumenti di collaborazione che quelli sociali, come email, social network, messaggi testuali e IM, nonché il passare da una finestra all’altra fra vari tool e applicazioni. Il 45% dei dipendenti lavora solo 15 minuti o meno senza essere interrotto, e il 53% perde almeno 1 ora al giorno a causa di distrazioni varie.
• 1 ora al giorno si traduce in 10.375 dollari di produttività persa nel corso dell’anno, ipotizzando uno stipendio medio di 30 dollari l’ora; in pratica costa più del possesso e della manutenzione di un’auto nel corso di anno (almeno in base ai dati dell’AAA, l’Automobile Association of America). Significa che per una azienda con 1.000 dipendenti il costo è superiore a 10 milioni di dollari l’anno, ed è ancora più elevato in termini di impatto negativo su produzione e qualità del lavoro, e relazioni con clienti e colleghi.
• La dipendenza sempre più comune nei confronti di attività basate sul web – che gli psicologi chiamano “online compulsive disorder” – è diffusa in tutti i luoghi di lavoro. Per esempio, 2 persone su 3 preferiscono di gran lunga comunicare digitalmente piuttosto che incontrarsi faccia a faccia. La dipendenza fa parte anche della vita privata delle persone: la maggior parte degli under 40 si connette digitalmente dal letto, e il 44% degli under 30 si connette quando è al cinema.
• 2/3 delle aziende e degli utenti tecnologici stanno cercando strumenti e strategie per ridurre al minimo le distrazioni digitali, mostrando che c’è comprensione circa la necessità di ripristinare la produttività persa a causa di un cattivo uso di queste nuove tecnologie.
• L’uso contemporaneo di applicazioni/finestre/schede/elementi sul desktop contribuisce alla distrazione, insieme all’utilizzo di più dispositivi allo stesso tempo. Il 45% degli intervistati tiene almeno 6 elementi aperti simultaneamente, e il 65% dice di usare da 1 a 3 dispositivi fissi o mobili contemporaneamente, in aggiunta al computer principale.
• E’ infine disponibile anche un’infografica che sintetizza tutti i dati dello studio:
Fonte: Tagliablog, liberamente tratto da I Can’t Get My Work Done: A New Industry Survey Looks At Workplace Distractions, di David Lavenda.
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mercoledì 1 giugno 2011
Americani ed Internet. Percentuali incredibili (per noi italiani) di frequentazione della rete Social
Una ricerca sulla popolazione americana che riguarda la frequenza e frequentazione degli utenti della Rete. Quante volte controllano i loro social network. Lettura molto interessante. Buon divertimento.
46 Million Americans Check Social Media Sites Multiple Times Per Day [New Data]



Fonte: Kipp Bodnar via Hubspot Blog
46 Million Americans Check Social Media Sites Multiple Times Per Day [New Data]
As marketers, we understand that social media use is growing, but by whom and how much? The 2011 Social Habit report, just released by Edison Research and Arbitron, provides a valuable dive into the demographics and usage of social media. The report is derived from the 19th Edison/Arbitron Internet and Multimedia Research Series, one of the longest-running studies of consumer adoption of the internet.
The full report is embedded below, but first let's take a look at some of the research's major findings.
1. The internet is ubiquitous. Nearly 9 in 10 Americans have internet access. Ten years ago, making the case that potential customers don't have or use the internet was a valid argument against online marketing. This is no longer the case. The internet has become a standard of communication as demonstrated by the data below.

2. Social Media is the majority. More than half of Americans ages 12+ have a profile on one or more social networking sites. Social media usage isn't occasional, it's a habit. With more than half of Americans using social networks more than once per day, this is a clear indicator of the changing information consumption habits of B2C and B2B consumers.

2. Social Media is the majority. More than half of Americans ages 12+ have a profile on one or more social networking sites. Social media usage isn't occasional, it's a habit. With more than half of Americans using social networks more than once per day, this is a clear indicator of the changing information consumption habits of B2C and B2B consumers.
3. Social networking use is growing most in the 35-44 age demographic. Another long-believed myth is that social networking is only for young people. A look at some social media demographic data from Edison, however, shows the growth of other demographics.
4. Facebook now reaches the majority of Americans ages 12+. Facebook is driving the majority of social media adoption and usage in the United States. Adoption has become so broad that the population of Facebook users is now a representative sample of United States residents.

5. 91 percent of social network users own mobile phones. One of the most interesting conclusions that can be drawn from this report is that mobile phones are driving social networking usage.

6. The smartphone is the "first screen." 64 percent of frequent social networkers would keep their smartphone over their TV. Television has long been seen as the "first screen" for consumers, though this new data suggests that mobile is battling to become the central screen for Americans.

This new data is incredibly valuable to markets looking to improve their social media and mobile marketing. Did anything surprise you?
The Social Habit 2011 by Edison Research
View more presentations from webby2001
Check out the entire report above for even more awesome data you can include in presentations and online content.
Fonte: Kipp Bodnar via Hubspot Blog
martedì 24 maggio 2011
Elogio alla semplicità by @g3cko
Ho letto questo post su Meemi e l'ho trovato simpatico ma soprattutto utile a livello didattico e come memento per tutti noi.
A questo va aggiunto il sevizio clone di LinkedIn ovvero BranchOut, sempre di Facebook, dove potete trovare una più che autorevole considerazione grazie al Tagliaerbe. Buona lettura e divertimento.
Facebook mi ha appena attivato la mia mail personale (lamiamail at facebook.com)
quindi qui nascono alcune considerazioni:
- Facebook ti da la possibilità di gestire email, insieme ai messaggi di chat, insieme ai messaggi privati inviati da cel, insieme a tutte le discussioni private che avvengono da persona a persona, insieme alle briciole del panino, delle caccole del naso, alla forfora nei capelli, alle unghie smangiucchiate, (potrei continuare all'infinito) tutta in un flusso conologico ordinato.
Ma oltre ai problemi di disfusione mentale che avranno molti utenti:
- Per avere una mail di Facebook bisogna avere un account Facebook
- Per avere un'account Facebook devi avere una e-mail regolarmente attiva
- Se usi la mail di Facebook come tua predefinita allora non userai più attivamente la tua mail principale, rendendola inattiva
- Molta gente non andrà più a guardare la propria mail di Libero, Yahoo, Gmail, saranno troppe complicate, perché non usare quella di Facebook così magari controllo le email e sto pure su Facebook????? Non ho incluso anche live e hotmail perché è sottinteso che Microsoft è stata spiazzata (conosco già chi ha fatto scadere il proprio account msn e quindi email e tutto il resto).
comunque, ritornando al discorso senza uscirne fuori:
- Se rendete la vostra mail inattiva, questa verrà disattivata, ma l'utente medio se ne fregherà, tanto ha l'email di Facebook!!!
- Appena la vostra mail verrà disabilitata per inutilizzo, Facebook inizierà a chiedervi di aggiornare il vostro indirizzo Mail primario (CHE NON AVETE PIU'), e quindi toccherà registrarne uno nuovo, per poi ritornare ad utilizzare esclusivamente l'email di Facebook, creando un sistema ad onde di Attivazione e Disattivazione di nuove email di altri provider.
Potrei continuare all'infinito, ma ora mi chiedo:
"Ma l'utente medio, secondo voi, non si rompe le balle di attivare e disattivare (oppure di ricordarsi di accedere almeno una volta al mese alla propria mail non Facebook) pur di non abbandonare la propria strafiga email di Facebook???"
E continuando l'elenco
- Ora da Facebook riceverai anche lo spam che ricevevi prima regolarmente sulla tua mail (di blu su Facebook non ci sarà più solo la barra blu, ma anche il viagra)
E per lo spam si apre una porta in paradiso:
- Ricordate tutti gli eventi che generano i pr che sono nelle vostre liste? E tutte le catene? I link??? Non basterà più averli in backeca, adesso si riceveranno anche per email perché tanto non cambia nulla a chi li invia
- Tantissimi adolescenti potranno fregare i propri genitori dicendo che stanno controllando la propria posta su Facebook, magari appunti scolastici o altro, quando invece magari su facebook ci stanno giocando
- I nuovi curriculum avranno come indirizzo di posta sono.una.*at facebook.com (che un pò di * in più non guasta mai)
- Tu vai a controllare la posta e puntualmente ti chiama in chat il rompicazzo di turno, e tu reclamando il genitale maschile perché ti sei scordato di disattivare la chat l'ultima volta non controlli più la posta, ma tanto ti ritroverai il messaggio del rompiglioni in coda e tu non puoi non rispondere, perché altrimenti passi tu per il maleducato
...Meemi è molto più semplice
www.meemi.com
L'autore: Francesco Celiento
Link: http://www.meemi.com/g3cko
quindi qui nascono alcune considerazioni:
- Facebook ti da la possibilità di gestire email, insieme ai messaggi di chat, insieme ai messaggi privati inviati da cel, insieme a tutte le discussioni private che avvengono da persona a persona, insieme alle briciole del panino, delle caccole del naso, alla forfora nei capelli, alle unghie smangiucchiate, (potrei continuare all'infinito) tutta in un flusso conologico ordinato.
Ma oltre ai problemi di disfusione mentale che avranno molti utenti:
- Per avere una mail di Facebook bisogna avere un account Facebook
- Per avere un'account Facebook devi avere una e-mail regolarmente attiva
- Se usi la mail di Facebook come tua predefinita allora non userai più attivamente la tua mail principale, rendendola inattiva
- Molta gente non andrà più a guardare la propria mail di Libero, Yahoo, Gmail, saranno troppe complicate, perché non usare quella di Facebook così magari controllo le email e sto pure su Facebook????? Non ho incluso anche live e hotmail perché è sottinteso che Microsoft è stata spiazzata (conosco già chi ha fatto scadere il proprio account msn e quindi email e tutto il resto).
comunque, ritornando al discorso senza uscirne fuori:
- Se rendete la vostra mail inattiva, questa verrà disattivata, ma l'utente medio se ne fregherà, tanto ha l'email di Facebook!!!
- Appena la vostra mail verrà disabilitata per inutilizzo, Facebook inizierà a chiedervi di aggiornare il vostro indirizzo Mail primario (CHE NON AVETE PIU'), e quindi toccherà registrarne uno nuovo, per poi ritornare ad utilizzare esclusivamente l'email di Facebook, creando un sistema ad onde di Attivazione e Disattivazione di nuove email di altri provider.
Potrei continuare all'infinito, ma ora mi chiedo:
"Ma l'utente medio, secondo voi, non si rompe le balle di attivare e disattivare (oppure di ricordarsi di accedere almeno una volta al mese alla propria mail non Facebook) pur di non abbandonare la propria strafiga email di Facebook???"
E continuando l'elenco
- Ora da Facebook riceverai anche lo spam che ricevevi prima regolarmente sulla tua mail (di blu su Facebook non ci sarà più solo la barra blu, ma anche il viagra)
E per lo spam si apre una porta in paradiso:
- Ricordate tutti gli eventi che generano i pr che sono nelle vostre liste? E tutte le catene? I link??? Non basterà più averli in backeca, adesso si riceveranno anche per email perché tanto non cambia nulla a chi li invia
- Tantissimi adolescenti potranno fregare i propri genitori dicendo che stanno controllando la propria posta su Facebook, magari appunti scolastici o altro, quando invece magari su facebook ci stanno giocando
- I nuovi curriculum avranno come indirizzo di posta sono.una.*at facebook.com (che un pò di * in più non guasta mai)
- Tu vai a controllare la posta e puntualmente ti chiama in chat il rompicazzo di turno, e tu reclamando il genitale maschile perché ti sei scordato di disattivare la chat l'ultima volta non controlli più la posta, ma tanto ti ritroverai il messaggio del rompiglioni in coda e tu non puoi non rispondere, perché altrimenti passi tu per il maleducato
...Meemi è molto più semplice
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