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martedì 31 maggio 2011

Twitter e la comunicazione col cliente: se mi rispondi, io acquisto

twitter
Ascoltare i propri utenti e consumatori è sempre una tecnica che premia e uno studio lo conferma, in particolare per quanto riguarda Twitter. Una ricerca condotta da inboxQ analizza il rapporto di 2049 utenti di Twitter con alcune compagnie presenti sul servizio di microblogging. Il 64% degli intervistati si è detto disposto ad acquistare servizi/prodotti con le aziende con cui ha avuto contatto diretto tramite Twitter. Il 24% degli utenti ritiene invece che la comunicazione tra le parti non influisca sulla decisione d’acquisto, mentre un 12% risulta totalmente refrattario anche ai brand più comunicativi e trasparenti.
La maggioranza degli utenti dichiara di seguire solo le compagnie che rispondono nel caso in cui vengano citate: se un brand decide di essere presente anche Twitter deve riuscire a mostrare l’aspetto “umano” e comunicativo dell’organizzazione, avvicinandosi al cliente. Gli account che si limitano a condividere feed RSS stentano a decollare: l’utente cerca interazione e risposte.
Diverse multinazionali hanno commesso l’errore di rispondere solo a follower famosi o rilevanti, dimenticando l’utente comune. Questo tipo di atteggiamento non paga: l’utente messo da parte è un utente perso. Su Twitter le compagnie smettono di essere colossi enormi, diventano un’unico soggetto disposto a discutere, condividere, scherzare e dare informazioni.
Fonte: Claudia Santini per Download | Blog.it

sabato 21 maggio 2011

Cosa possiamo imparare dalle abitudini di condivisione degli utenti?

Survey e Ricerche / Di Josè Gragnianiello - Socialmediamarketing.it

Per una buona attività di social media marketing è fondamentale conoscere le abitudini degli utenti, soprattutto in Italia, dove la gran parte dell’utenza non ha ancora una grande attitudine alla condivisione.

Aol e Nielsen Online, nel report “Content is the fuel of the social web” hanno analizzato più di 10.000 messaggi per comprendere quali siano le tipologie di condivisione maggiormente in uso.

I social network, ovviamente, sono il primo strumento di condivisione con gli amici per il 92% dei rispondenti, mentre l’e-mail resta popolare tra chi condivide contenuti con la propria famiglia (86%) e con i colleghi (26%). Per quanto riguarda la condivisione di argomenti con un pubblico generico un 51% preferisce forum o gruppi di discussione ed un 41% preferisce i blog.




Inoltre, il 60% delle condivisioni proviene da contenuti pubblicati come le news o siti che si occupano di media, un 36% riguarda contenuti già embeddati che quindi ricircolano sui social network ed un 4% proviene da siti di brand o siti corporate.


I dati analizzati ci mostrano come siano in realtà le news il vero motore della condivisione, oppure quei link virali che molto spesso girano su Facebbok. Al contrario c’è una scarsissima tendenza a condividere link provenienti da siti corporate.

Per aumentare il buzz attorno al proprio brand è quindi fondamentale essere presenti con contenuti virali sulle piattaforme social (tanta comunicazione laterale), e fare pubblicità su siti di news nei quali si è individuato un potenziale target, il tutto mixato con una cura maniacale dei contatti online da parte del social media manager.