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lunedì 6 giugno 2011

Facebook ha cambiato la nostra vita sociale? Eccome. Anzi, di più!

Uno studio sul nostro rapporto con (l'attuale) "Re dei Social". Quanto ha influito ed influisce nella nostra vita sociale e sentimentale oltre al fatto che, quasi certamente, molti di noi sono "addicted" da FB e questo può portare anche a comportamenti scorretti verso altri utenti. Buona lettura.
Come Facebook condiziona le nostre relazioni
L’infografica pubblicata da AllFacebook.com in collaborazione con la OnlineDatingUniversity mette in mostra ancora una volta il potenziale di Facebook in quanto database spontaneo.
Per molti, tutto ciò che accade nella vita reale accade anche su Facebook in modo quasi sincrono, infatti, come mostra l’infografica, il 50% degli utenti si collega a Facebook praticamente in ogni momento e spende 700 miliardi di minuti al mese sul social network.
Tre utenti su cinque pubblicano la loro relazione sentimentale (tra questi dovremmo includere i fintamente impegnati e gli amici sposati tra loro per gioco) e questa attività è maggiore negli Stati Uniti, Sud Africa, Islanda, Regno Unito e Canada.
La parte più interessante dell’infografica è quella col cuore spezzato verso il basso intitolata “On relationships and jealousy”, che spiega in modo spietato come i nostri comportamenti possono diventare malati.
Il consiglio è quello di restare sempre sé stessi, di far combaciare al massimo ciò che è la propria persona e la propria vita sociale tra l’online e l’offline e non ammalarsi a cercare spiegazioni sugli altri spulciandogli il profilo. Altrimenti ci arrabbiamo.

come facebook incide sulle nostre relazioni

Fonte: José Gragnaniello per Socialmediamerketing.it


sabato 4 giugno 2011

Quanto è sicuro il nostro profilo Facebook, abbiamo la "privacy"?

Quante delle nostre informazioni, dati personali, contatti e semplici post condividiamo? Soprattutto quanto siamo consapevoli di quello che condividiamo? il post che segue, pubblicato da Caterina Policaro aka catepol è estremamente chiaro e semplice da seguire e, se lo vogliamo, ci può permettere di riguadagnare un po' di "privacy digitale" per noi e tutti i nostri contatti. Buona lettura.


Facebook: AUTORIZZAZIONI, APPLICAZIONI, IMPOSTAZIONI PRIVACY


Ieri scrivevo dell’app di Facebook per creare il video del Museo. Molto carina, certo. Vediamo oggi l’altro lato della medaglia.
Come ogni applicazione di Facebook che autorizziamo a fare “qualche cosa” sul nostro account, anche questa applicazione ci chiede in cambio (piuttosto è meglio dire “si prende in cambio”) qualcosa dal nostro profilo e dei nostri dati condivisi.
Subito, infatti, Gigi Cogo si chiede: chi autorizza cosa? Quando autorizziamo una applicazione su Facebook, leggiamo cosa la stiamo autorizzando a fare? Siamo consapevoli o meno di ciò che una applicazione si prende in cambio?
Se ne è discusso su Friendfeed qui, qui e qui. Dal momento che non è tutto pubblico e che sono informazioni di interesse generale, mi è stato chiesto di scriverci un post più dettagliato sul blog e quindi eccovelo.
Seguitemi.
In generale una applicazione Facebook si prende in cambio dal nostro profilo una o più categorie di dati correlati, alcuni REVOCABILI altri no.
Una applicazione autorizzata da noi può (potrebbe, a seconda dell’applicazione):
Accedere alle tue informazioni di base
Includono nome, immagine del profilo, sesso, reti, ID utente, lista degli amici e qualsiasi altra informazione per la quale la privacy è impostata su “Tutti”.
Accedere alle informazioni del tuo profilo
Preferenze, Musica, TV, Film, Libri, Citazioni, Informazioni su di me, Attività, Interessi, Gruppi, Eventi, Note, Data di nascita, Città natale, Città attuale, Sito Web, Orientamenti politico e religioso, Istruzione, Informazioni lavorative e Stato di Facebook
Accedere alle tue informazioni di contatto
Presenza online
Accedere ai tuoi familiari e alle tue relazioni
Partner e situazione sentimentale e Familiari e situazione sentimentale
Accedere alle tue foto e ai tuoi video
Le foto che carichi, Video che carico e Le foto e i video in cui compari
Accedere alle informazioni dei tuoi amici
Date di nascita, Orientamenti politico e religioso, Familiari e situazioni sentimentali, Partner e situazioni sentimentali, Città natali, Città attuali, Preferenze, Musica, TV, Film, Libri, Citazioni, Attività, Interessi, Istruzione, Informazioni lavorative, Presenza online, Siti Web, Gruppi, Eventi, Note, Foto, Video, Le foto e i video con loro, Informazioni contenute nella sezione “Su di me” e Stati di Facebook
Pubblicare elementi sulla tua bacheca
L’applicazione può pubblicare messaggi di stato, note, foto e video sulla tua bacheca
Accedere ai tuoi dati in qualsiasi momento
L’applicazione può accedere ai tuoi dati quando non stai utilizzando l’applicazione
ecc.
Per verificare cosa fanno con i nostri dati (e in molti casi con i dati dei nostri contatti) le applicazioni che abbiamo autorizzato, su Facebook, partite da questa pagina https://www.facebook.com/settings/?tab=applications dove, come vedete nell’immagine seguente, per ognuna delle applicazioni, è possibile cliccare su “Modifica impostazioni” e rimuovere quello che non vogliamo.
Per ognuna delle applicazioni, dentro il “Modifica impostazioni” è anche possibile verificare come e quando avviene l’accesso ai nostri dati da parte di quell’applicazione.
Questo ad esempio è l’accesso dell’applicazione Foursquare al mio profilo:
Sono operazioni che vanno fatte applicazione per applicazione, purtroppo.
Come giustamente notava Marco Rossi su Friendfeed, l’applicazione “The museum of me” richiede un po’ troppe autorizzazioni relative ai dati nostri e dei nostri contatti e che, se anche la revochiamo, nessuno ci assicura che i dati raccolti dal suo database vengano cancellati insieme alla revoca dell’applicazione.
E le informazioni raccolte riguardano i dati sulle preferenze, la lista delle fanpage, il completo accesso in lettura ad OGNI SINGOLO POST dall’apertura dell’account su Facebook, la lista degli amici e ogni loro preferenza. Un capitale, riutilizzabile in termini di profilazione utenti, targettizzazione e marketing, che ripaga abbondantemente il costo dello sviluppo dell’applicazione.
Sui nostri dati personali inseriti in Facebook, siamo responsabili noi. Se non vogliamo che vengano dati ad altri (e Facebook ha tutto l’interesse), semplicemente non mettiamoceli.
Io suggerisco di inserirne il meno possibile, solo quelli strettamente rilevanti per il nostro profilo digitale e comunque di andare poi nelle impostazioni privacy dell’account e regolarle una per una.
Da qui https://www.facebook.com/settings/?tab=privacy cliccare poi su “Personalizza impostazioni”
e decidere chi può vedere cosa. Ognuna delle categorie di informazioni del nostro account può essere vista da chi decidiamo. Di default Facebook mette tutto visibile a “Tutti”.
Abbiamo il dovere, secondo me, di decidere invece cosa lasciare visibile a Tutti, cosa solo agli Amici oppure agli Amici degli Amici, cosa personalizzare (e quindi possiamo anche impedire ad alcuni contatti o a liste di contatti di avere accesso ad alcune informazioni). C’è poi la possibilità di usare anche il “Solo Io” (vabbè a quel punto conviene non inserirla proprio, l’informazione).
Purtroppo anche qui, Facebook ci chiede di impostare le cose una per una. Macchinoso, ma fattibile, bisogna perderci quei 10 minuti. Ovviamente l’utente medio di Facebook nemmeno lo sa.
Torniamo alla parte di autorizzazioni riguardante i nostri contatti:
Accedere alle informazioni dei tuoi amici
Date di nascita, Orientamenti politico e religioso, Familiari e situazioni sentimentali, Partner e situazioni sentimentali, Città natali, Città attuali, Preferenze, Musica, TV, Film, Libri, Citazioni, Attività, Interessi, Istruzione, Informazioni lavorative, Presenza online, Siti Web, Gruppi, Eventi, Note, Foto, Video, Le foto e i video con loro, Informazioni contenute nella sezione “Su di me” e Stati di Facebook
Forse non tutti sanno che:
Su Facebook, nome, immagine del profilo, sesso e reti sono visibili a tutti. Inoltre, le applicazioni possono accedere per impostazione predefinita alla lista dei tuoi amici e a qualsiasi informazione che decidi di condividere con tutti.”
Ergo alla lista dei contatti le applicazioni comunque ACCEDONO.
E ancora, ovviamente l’applicazione di INTEL ci fa affermare “Io non voglio dare i miei dati e quelli dei miei contatti”: con la scusa del gioco e del video virale si appropriano dei dati e chi sa cosa ne faranno.
Allora perchè alle applicazioni di Twitter, Friendfeed, Foursquare, Hootsuite, Hellotxt, Slideshare, Posterous, Skype, Youtube, Vimeo, Tweetdeck, Backtype, Tumblr, RSS Graffiti, NetworkedBlog ecc. abbiamo dato la stessa autorizzazione?
Ho volutamente citato applicazioni e servizi web 2.0 utilizzati (anche e soprattutto per lavoro) dalla gran parte di blogger, social media expert ecc. non dai ragazzini che giocano su Facebook inconsapevoli di questioni di privacy & co.
Anche il più esperto guru mondiale di cose 2.0 ad ogni livello, dal marketing alla comunicazione, ha concesso tranquillamente a un twitter o a un foursquare ecc. l’accesso obbligatorio e non revocabile a “Accedere alle informazioni dei tuoi amici”.
E’ gente che ne capisce, siamo gente che ne capisce…mi ci metto in mezzo. Eppure abbiamo autorizzato ed autorizziamo tranquillamente l’accesso alle nostre informazioni e a quelle dei nostri contatti.
C’è comunque un modo per far condividere alle applicazioni il meno possibile o quasi niente su di noi.
Ve lo spiego, perchè non tutti lo sanno: è possibile modificare anche le impostazioni di privacy relative all’uso che applicazioni, giochi e siti web fanno delle informazioni nostre e dei nostri contatti
“Applicazioni e siti Web Modifica le tue impostazioni relative all’uso di applicazioni, giochi e siti Web” lo trovate partendo da https://www.facebook.com/settings/?tab=privacy
In basso a sinistra c’è scritto “Applicazioni e siti Web Modifica le tue impostazioni relative all’uso di applicazioni, giochi e siti Web.” Cliccare su Modifica le tue impostazioni, poi cliccare dove dice “Informazioni accessibili mediante i tuoi amici” – Controlla a quali informazioni possono accedere le applicazioni e i siti Web che usano i tuoi amici (è il secondo partendo dall’alto).
Click sul “Modifica impostazioni”
Togliete ora la spunta a TUTTE le caselline come ho fatto io. Non lasciatene nemmeno una, o lasciate SOLO quelle di cui gradite la condivisione. Di che condivisione parliamo? Di tutte le tue informazioni che sono a disposizione delle applicazioni, i giochi e i siti Web che usano i tuoi amici.
Ovvio che se lasciamo le caselline spuntate, sia le applicazioni che autorizziamo noi, sia quelle che aggiungono i nostri amici, condivideranno le informazioni che NOI non abbiamo detto di NON condividere. E’ paradossale, ma è così. Siamo noi a dover impostare una per una le impostazioni di privacy.
Ripeto: l’utente medio di Facebook non ne ha la minima idea e tutto è aperto a TUTTI, di default.
Altra cosa OVVIA almeno per me: io non ho inserito alcuna informazione in orientamento politico e religioso, ad esempio. Giusto per farne uno. L’applicazione che condivide quel pezzo di informazione non trova comunque niente relativo a me corrispondente a quel dato.
Sperando di essere stata utile, consiglio di approfondire e settare bene queste impostazioni privacy e di suggerirle almeno agli amici.


-- Post originale pubblicato da Caterina Policaro su: Facebook: autorizzazioni, applicazioni, impostazioni privacy- Catepol 3.0 Catepol 3.0 by Catepol is licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.5 Italy License. Necessario il consenso per la pubblicazione dell'intero post altrove.--

venerdì 27 maggio 2011

So cosa stai facendo e dove sei. Paura, eh?


Se ti chiamassi al telefonino e ti dicessi “So cosa stai facendo e dove sei. So cosa hai fatto 5 minuti fa. Conosco il nome del tuo amico/marito/amante ecc.” e cose di questo tipo come la prenderesti?
Eppure, dal numero di cellulare al posto in cui ti trovi, sei tu che me lo hai detto. Non proprio a me, certo. Inconsapevolmente (o consapevolmente?) lo hai detto al mondo anche se non l’hai detto a me.
Ci metto 5 minuti a capire chi sei, dove sei, cosa stai facendo.
So anche che odi il tuo capo, se è per questo. Credo lo sappia anche lui.
Come?
Sono notizie che hai diffuso tu. E io le apprendo, come chiunque arrivi a leggerle, grazie ai tuoi canali social e grazie al fatto che non ti sei mai preoccupato/a di andare a vedere come funzionano le impostazioni di privacy di ogni servizio che utilizzi.
Vi posto un video con il talk di Tom Scott (http://tomscott.com) tenuto all’Ignite London 4 in cui passa in rassegna i social più utilizzati (Facebook, Twitter, Foursquare, Youtube ma anche Wikipedia) e i relativi comportamenti degli utenti che non conoscono le impostazioni di privacy e che di conseguenza non le usano, lasciando tutto praticamente pubblico.
Account Twitter pubblico: tutto finisce in pasto ai motori di ricerca e non solo a loro, a chiunque voglia curiosare.
Le impostazioni di privacy di Twitter sono semplicissime. Account pubblico o Account Privato. Non è colpa di Twitter, in entrambi i casi, di quello che ci scrivi tu sopra. Una volta Twittato, è pubblico. Se hai l’account protetto, non è pubblico per tutti, lo è comunque per i tuoi follower.
Account Foursquare e check-in: i ladri ringraziano. Sanno quando sei in casa e, soprattutto, quando non ci sei. Sanno dov’è casa tua quando tu sei altrove. Sanno anche, eventualmente, chi c’è con te se avete fatto check-in insieme.
La gestione della Privacy in Foursquare è buona. Puoi proteggere i check-in, puoi non farli vedere. Se so dove sei ogni momento è perchè tu lo stai dicendo in pubblico, non per colpa di Foursquare. O perchè chi è con te, ha fatto check-in scrivendo che è in tua compagnia.
Anche Youtube ha impostazioni per la privacy, ma nessuno sembra utilizzarle.
Quanti video vengono caricati su Youtube ogni giorno, girati dai telefonini, anche solo per cazzeggio, senza tag e senza nome dei coinvolti?
In quanti video potremmo essere presenti e nemmeno lo sappiamo?
Wikipedia è interessantissima. Traccia anche gli utenti anonimi, figurati quelli con account. Per cui, volendo, si risale alle modifiche che tu hai fatto e su quali pagine e perchè. Da questo, converrai, ottengo anche informazioni su di te, i tuoi gusti, le preferenze, ecc. Dimmi di che voce Wikipedia ti occupi e ti dirò chi sei.
Facebook, ovviamente, anche tu sei su Facebook. Facebook ha tantissime impostazioni per la gestione della nostra privacy. L’ho scritto più volte. Forse troppe e non immediate per l’utente medio.
Peccato che queste impostazioni privacy non le usiamo, ne usiamo solo alcune o peggio non le utilizziamo proprio. Infatti, non è a caso che, di default, sia praticamente tutto pubblico su Facebook. Sta a noi chiudere i rubinetti che vogliamo chiudere.
La gente non ha idea di avere un profilo Facebook che è pubblico fino a che non ci metti mano.
Su Facebook ci inseriamo nome e cognome, mail e telefono, indirizzo e luogo di lavoro, relazioni e familiari…e molto, molto altro. Informazioni disponibili, quante ne vogliamo. Su chi vogliamo.
Capito come faccio a sapere dove sei, cosa fai, con chi sei?
Ora, come alla fine del video di Tom Scott (http://tomscott.com) sai che faccio? Vengo sul tuo profilo Facebook a prendere un po’ di appunti: dove vivi, cosa hai fatto poco fa, con chi sei, il tuo compleanno, l’indirizzo, il nome di… si certo, anche quello, ecc. e ti telefono. Ovviamente il tuo telefonino è visibile sul profilo, no?
Paura eh?
Scherzi a parte: attenzione alle impostazioni di privacy dei vostri account sui social network. Non mi stancherò mai di ripetervelo.

Fonte: da catepol via Tom Scott.