lunedì 20 febbraio 2012

Solidarietà e Dario Fo. "Pecunia non olet"


Nel mio leggere notizie in giro per la Rete, mi sono imbattuto in questa che arriva da Varese, dal titolo "Fo: non faccio appelli per il Banco Alimentare. Sono ciellini".

Personalmente sono rimasto basito, soprattutto dal fatto che ho sempre reputato Dario Fo e Franca Rame due persone degne di ogni rispetto a livello artistico, per l'impegno verso il sociale legato alla violenza alle donne e non solo.

Proprio per questo impegno non ho minimamente capito il rifiuto di contribuire al sostegno di una realtà locale varesina che, anche grazie al contributo del Banco Alimentare della Lombardia, permette ai bisognosi di avere garantito un pasto ogni Santo giorno (ops... forse non dovevo mettere Santo, mi scusi signor Fo) e alle strutture che li assistono di non dover investire denaro nell'acquisto di prodotti alimentari e quindi concentrarsi sulla propria missione.

Il bisogno, la fame e la povertà alimentare non hanno colore politico e men che meno di pelle, non sono sessiste perché colpiscono indiscriminatamente uomini e donne e soprattutto non fanno differenza tra l'anziano e l'infante.

Non esistono poveri di destra, sinistra oppure centro. Mi viene da pensare che, al momento, la vera democrazia in Italia sia quella della miseria perché colpisce a tutti i livelli (almeno una buona parte, in effetti).

Perché non essere democratico fino in fondo signori Fo e Rame? Perché non applicare anche in quel teatro un poco di socialismo reale permettendo ad un volontario di "spillare" quattrini a quella borghesia che la osanna, permettendo al proletariato di avere da mangiare anche nel futuro?

Tutto questo mi ha fatto tornare alla mente un fatto simile legato ad Emergency dove, anni fa, il sig. Gino Strada rifiutava un cospicuo finanziamento da parte del governo Berlusconi dell'epoca motivando la cosa con il non voler essere associato a quella realtà politica, in alcun modo.

"Pecunia non olet", i soldi non hanno odore e colore politico se servono per opere più che meritorie. Fare politica sulla pelle degli altri credo che sia scorretto ed indecente perché vai a colpire solo chi è in stato di bisogno e non la persona che si propone di regalare soldi.

Forse sarebbe bene che scendiate dal piedistallo e facciate tutti un passo indietro (frase abusata ma attuale), forse sarebbe bene che faceste una visita, magari in incognito, nelle mense dei poveri di Milano dove nessuno chiede chi sei e da dove arrivi, dove vieni accolto con un sorriso e un piatto di pasta. Guardi le facce e vedrà che non sono più solo stranieri ed extracomunitari ma anche famiglie intere (avete letto bene) di italiani oppure una visita a realtà come il Banco di Solidarietà - Non solo pane di Varese che assiste con discrezione chiunque si rivolga a loro senza cercare altro.

Personalmente ritengo che abbiate sbagliato entrambi cari signori Fo e Rame. Nella vita ci possono essere antipatie ed antagonismi ma queste devono essere superate dal buon senso che ciascuno di noi possiede.

Mi dispiace profondamente per gli amici del Banco di Solidarietà ma soprattutto per Lei signor Fo perché mi ha portato a pensare, con questo rifiuto, di aver perso quel buon senso che le ha permesso di arrivare dove è arrivato.