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venerdì 27 gennaio 2012

La Shoa e il Giorno della Memoria



Un giorno per non dimenticare, un giorno per rafforzare il rifiuto di qualsiasi forma di estremismo perché la violenza non ha colore né partito.
Sullo stesso piano ci sono i Tedeschi con il nazismo, i Belgi con il loro colonialismo in Congo, i Sovietici con le purghe e i gulag e poi Inglesi, Francesi, gli Italiani che in Libia hanno usato i campi di concentramento per schiacciare le rivolte, la Cambogia con la sua rivoluzione e la ex-Yugoslavia e così (purtroppo) una infinità di altri casi che ci hanno, in parte, resi refrattari a questo tipo di situazioni.


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Bertold Brecht)

" Ricordare è un obbligo...
per far sì che ciò che è avvenuto nel passato
 non si ripeta mai più... "
(Primo Levi)

“ Non c’è differenza tra chi identifica gli stranieri come criminali, un israeliano che considera i palestinesi terroristi, o un palestinese che pensa che gli ebrei siano tutti assassini. Generalizzando si è sempre colpevoli. ”
(Anonimo dal web)


mercoledì 28 dicembre 2011

Omicidio Stradale. Superato con un mese di anticipo il tetto delle 50mila firme

Qui di seguito riporto l'articolo apparso ASAP.it - IlCentauro, il portale dell'Associazione Sostenitori Amidi della Polizia Stradale, che riporta di un grande successo ottenuto anche attraverso la Rete.

Questo obbiettivo raggiunto non significa smettere di appoggiare la proposta di legge perché dobbiamo arrivare a dare un peso importante a questa iniziativa e possiamo farlo solo se diffondiamo il più capillarmente possibile questa notizia.

Il sito di riferimento è omicidiostradale.it che è nato, così come la proposta di legge popolare, da una famiglia che si è vista uccidere il figlio 17enne da un motociclista ubriaco e sotto effetto di droga, che non si chiusa in una sterile disperazione ma ha deciso di combattere una battaglia importante anche per tutti coloro che ancora oggi vedono assassinare i propri cari e gli uccisori continuano la loro vita normalmente senza neanche vedere il carcere.

La proposta è molto ampia ed articolata, non si limita alla sola legge ma abbraccia anche tutta una serie di progetti volti alla riduzione massiva degli incidenti creando i presupposti per una vera cultura automobilistica non solo legata la "celolunghismo" della velocità e della prestazione.

Per Lorenzo e per tutti i martiri della strada.



"Oltre 50 mila persone in Italia (e anche dall'estero) hanno firmato la proposta di legge di iniziativa popolare sull'omicidio stradale, che mira a inasprire le pene per chi guida sotto l'effetto di alcol e droga. Lo ha reso noto il sindaco Matteo Renzi, primo firmatario della proposta di legge, insieme ai promotori dell'iniziativa: Stefano e Stefania Guarnieri, genitori di Lorenzo, giovane vittima della strada; Giordano Biserni presidente dell'ASAPS; e Valentina Borgogni per l'Associazione Gabriele Borgogni.
La proposta di legge vuole introdurre la fattispecie di omicidio stradale per chi uccide guidando sotto l'effetto di alcol e droghe. Le pene attualmente previste passerebbero da 3-10 anni a un minimo di 8 a un massimo di 18 anni. Al momento non è prevista alcuna misura cautelare e la proposta prevede l'arresto in flagranza di reato e l'ergastolo della patente, ovvero a chi guida sotto l'effetto dell'alcol e della droga sarà tolta definitivamente la patente dopo il primo omicidio. Al momento, invece, è prevista solo la revoca temporanea del permesso di guida. [...]"

Per leggere tutto l'articolo clicca sul link