lunedì 19 luglio 2010

Il disastro ha cercato di investirmi... l'ho scansato

Riecccomi qui a distanza di tanto tempo dall'ultimo post. Ho attraversato quella che alcuni definirebbero una "pausa di riflessione" personal-mentale, io molto semplicemente la definisco una fase di spegnimento totale del mono-hardware mentale.
La fatica, il continuo combattere contro cristiani e mulini a vento assorbe parecchie energie e stronca a lungo andare fisicamente ma anche, e soprattutto mentalmente.
Questo è quello che mi è successo.
Come nei peggiori film di serie Z siamo arrivati al limite, vicinissimi al baratro, un poco come "Thelma e Louise" sedute in macchina con davanti solo il canyon. La differenza è stata che a pochi metri dal salto SIAMO e sottolineo SIAMO riusciti a dare una sterzata prepotente e ci siamo messi a viaggiare lungo questo bordo, allontanandoci lentamente ma costantemente.
La natura umana, nel mio caso femminile, è decisamente misteriosa. Scattano dei meccanismi, si riaccendono sentimenti ma, più di tutto, come ha recentemente scoperto l'amica Karen "ilbello è intorno a noi". Io l'ho scoperto tempo fa, nel periodo dall'ultimo post, la mia metà da poco più di un mese.
Cosa possa aver fatto scattare il meccanismo di "umanizzazione" della mia compagna, nonché madre di mia figlia, è difficile a dirsi. Ci sono buone probabilità che anche io abbia fatto la mia parte, anzi. Non voglio assumermi il merito ma credo che anche una mia maggiore tranquillità dovuta alla stabilità lavorativa dopo circa 2 anni di sacrifici immani per sopravvivere abbia campbiato la mia prospettiva sulla vita.
Mi sono sempre ritenuto un combattente, non mi sono mai piegato alle disavventure e vicissitudini negative della vita, questo non vuol dire che non abbia sofferto. Ho sofferto tanto e in profondità, adesso sto alzando il livello, il dolore c'è ma c'è anche la consapevolezza che la vita posso farla girare un poco meglio di come è andata fino ad ora.
Oltre al mio sforzo personale, come ogni italiano medio, continuo a giocare al Superenalotto nella speranza di portare a casa un premio, non mi importa solo del primo premio, mi basterebbe anche uno di fascia inferiore, in fin dei conti sono sempre soldi gratis ma è anche vero che se arrivassero tutti quei milioni staremmo meglio in molti di più perché il mio debito di riconoscenza verrebbe saldato con tutti, aggiungerei anche altri e soprattutto potrei aiutare io in modo regolare il prossimo.