venerdì 13 gennaio 2012

Milano. Polizia Locale e omicidio di un agente, la sicurezza che fine ha fatto?


"Ogni morte d’uomo mi diminuisce, perché io partecipo all’umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona anche per te."
John Donne

12/01/2012 - "Omicidio dell’agente della Polizia Locale di Milano"

15/01/2012 - Aggiornamento ANSA.it

16/01/2012 - Aggiornamento ANSA.it

20/01/2012 - ANSA.it / Sabato 21 gennaio i funerali in Duomo a Milano

La notizia l'ho appresa solo questa mattina, degna di un venerdì 13 da jettatori patentati, e mi si è spento qualcosa. In tutta onestà stavo aspettando da un po' di tempo una notizia del genere.

Da qualche tempo ho notato una deriva lassista nel far rispettare quelle regole minime del vivere civile, obbligatorie in una città come Milano. La certezza di impunità, la spavalderia nel comportarsi nel mezzo della folla da parte di un gruppo ben preciso di persone (vedi zingari), ma non solo, mi ha portato a fare diverse riflessioni sul fatto che possa essere conveniente restare in città oppure uscire, spostarsi nell'hinterland teoricamente più tranquillo.

Perché mi espongo in questa maniera contro gli zingari, qualunque sia la loro tribù?

Perché la maggior parte delle volte in cui si parla di atti criminali saltano fuori loro.

Per il semplice fatto che per 3 volte hanno cercato di portarmi via mia figlia. Ora la piccola ha compiuto 5 anni ma nel periodo compreso tra i 3/4 anni abbiamo subito "attacchi intenzionali" volti al suo rapimento.

Due in mezzo alla strada, il primo in piazza Oberdan (P.ta Venezia - Milano) alla fermata del tram dove quasi ce la facevano se la mia compagna, con il classico istinto materno, non avesse reagito sottraendogliela poco prima che il tram chiudesse le porte e partisse separandole.

La seconda in strada dove hanno cercato di separare sempre la mia compagna e mia figlia ma il caso ha voluto che arrivassi io, inconsapevole, e sventassi il tutto e la terza al supermaket dove mia madre è stata seguita per tutto il tempo, in attesa che si distraesse. Come faccio a dire che volevano prenderla? Perché senza l'intervento di un conoscente la stavano già prendendo dal seggiolino.

Ovviamente non puoi denunciarli visto che non hanno compiuto il reato così come non saresti in grado di riconoscerli se il reato lo avessero commesso avendo millemila alias in Questura.


Non ci sono più militari a mettere in sicurezza le strade, non si fanno più sgomberi dei campi abusivi nel nome di una campagna elettorale scellerata che ha declassato il cittadino milanese rispetto allo zingaro, pur di accaparrarsi voti sia dei nomadi che di tutta quella cricca di catto-comunisti progressisti che stanno annientando quel poco di credibilità della Chiesa Cattolica.

Se io giro in Ferrari ma risulto avere un reddito ridicolo vengo immediatamente messo sotto torchio dall'Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza con la ciliegina di Equitalia a completare il tutto, mentre se uno zingaro, che non dichiara reddito, ha una Ferrari, appartamenti e denaro sufficiente a comprarsi 10 appartamenti viene graziato da un tribunale per dei cavilli come è successo recentemente in Veneto.

Questo atteggiamento sta creando un pericoloso sottofondo di rabbia, la mancanza di rispetto verso chi si spacca la schiena per 4 soldi e vede sperperati migliaia di euro senza alcuna gratitudine ma con l'arroganza di chi si sente padrone in casa altrui. Il risultato? Semplice, una rabbia che scava un solco, un solco in cui possono nascere idiozie xenofobe.

Chi conosce il vero spirito di Milano sa che il rispetto è tutto. Non importa chi sei, da dove arrivi e di che colore sei. Se rispetti le regole e il tuo prossimo sei il bene accetto e divido volentieri il mio pane con te ma, è anche vero che "anche le formiche nel loro piccolo si incazzano", quindi se pensi di fare il furbetto non si deve credere che si starà sempre zitti. Prima o poi qualche squilibrato che penserà di mettere le cose a posto "alla sua maniera" arriverà e allora...

Sono amareggiato per quanto sta accadendo alla mia città, per la morte di un poveraccio che stava facendo il suo mestiere a cavallo di una bicicletta, per tutti i torti che si stanno facendo a Milano.

Bisogna finirla con questi abusi. Se siamo tutti uguali davanti a Dio e alla Legge allora facciamo in modo che questo accada ma, come diceva sempre un mio vecchio datore di lavoro, "Il pesce puzza prima dalla testa" e quindi sperare che questa amministrazione, tronfia nel potere acquisito, possa decidere di riprendere in mano la questione sicurezza per proteggere TUTTI i cittadini di Milano mi fa pensare all'utopia.

Non smettiamo di credere nelle persone perché il male dei pochi non inquini tutti gli altri, smettiamola di dividerci in fazioni e proviamo a rispettarci senza prevaricazioni.

Un grande abbraccio all'agente Niccolò Savarino che è arrivato a Milano con la voglia di fare ma che è stato abbandonato dalla sua città.

PS. La sentenza dell'assassino di Niccolò Savarino ha dell'incredibile e crea un pericolosissimo precedente... Per una sola categoria di "persone". Trovate le informazioni in questo link