mercoledì 20 giugno 2012

Guerrilla Marketing, un modo diverso per sensibilizzare il pubblico

Fin dal momento in cui mi sono affacciato al mondo del marketing, mi sono sempre chiesto come si potesse "obbligare" il potenziale cliente ad ascoltare e leggere quello che avevo da proporre. Ovviamente il metodo più tradizionale di saturare lo spazio vitale del mio target con immagini, suoni e testi non paga più come una volta e quindi si deve ricorrere a metodi indiretti quali il mettere addosso alla bellona e belloccio di turno quello che si vuole reclamizzare.

Mentre scrivo questo post mi sono tornati in mente due racconti letti tanti anni fa ovvero una storia di Paolino Paperino e un racconto di fantascienza.

Paperon de' Paperoni
Nel primo, il solito Paperon de' Paperoni, dopo una rivolta, della popolazione di Paperopoli, al suo modo chiassoso ed invadente di promuovere i suoi prodotti usando super megafoni e anche mega cartelloni che nascondevano l'orizzonte, cambiava strategia posizionando, grazie all'aiuto di un mago truffaldino associato alla Banda Bassotti, una serie di piccoli cartelli simil-stradali con al centro un piccolo foro contenente un forte condizionamento ipnotico all'acquisto di un ben preciso prodotto. Quando il malcapitato, incuriosito, guardava nel buco doveva immediatamente correre ad acquistare e quindi PdP svuotava sistematicamente i magazzini, anche di prodotti difettosi. Il "cliente", una volta effettuato l'acquisto, tornava a casa e si "svegliava" dal suo momento ipnotico chiedendosi il perché della spesa appena fatta.
Lo stesso metodo venne usato dal mago anche con PdP il quale venne salvato dall'intervento congiunto di Qui, Quo, Qua e Paperino che, come sempre, venne accusato di essere la causa di tutto il raggiro, ma questa è una storia diversa.

Pubblicità occulta usando un paio di boxer
Nel secondo racconto, in un ipotetico futuro, la pubblicità diretta dei prodotti era vietata per legge a livello globale. A causa di questo divieto, l'unico modo per promuovere prodotti era quello indiretto, affidandoli ai vip di turno i quali, con fare "distratto", usavano e facevano vedere durante interviste, incontri, film e concerti una certa cosa affinché i fan la ammirassero e acquistassero per emulazione. Il successo proseguiva fino al momento in cui non calavano le vendite. A quel punto si creava una nuova figura che potesse garantire vendite e pubblicità... occulta.

Come possiamo intuire da quanto scritto sopra, nel nostro tempo, stiamo vivendo un mix di entrambe le storie dove si strilla di meno, si usano di più i corpi e i grandi nomi facendo comunque chiasso, usando ugualmente stratagemmi per la pubblicità occulta.

Ma allora come fare per far vendere oppure promuovere in modo efficace prodotti, idee ed eventi? La soluzione, che mi affascina e stupisce ogni volta, e quella del  guerrilla marketing oppure del Marketing Non Convenzionale dove si sfrutta la provocazione con piccoli gesti (i cartelli di PdP) per attirare l'attenzione dell'utente finale oppure si creano storie ad hoc con personaggi anche famosi facendo credere siano situazioni realmente vissute, coinvolgenti, approfittando dell'effetto viral della Rete  (racconto di SF).

In questo contesto si inseriscono le campagne di sensibilizzazione come quella presentata nel video qui sotto, sempre per una nota onlus nazionale, per far comprendere che sprecare cibo è sprecare vita perché il non utilizzare correttamente il cibo porta danni alle persone e all'ambiente.


Al di là della correttezza dei numeri che, posso garantirvi, sono comunque molto alti questo approccio comunicativo ritengo sia realmente efficace e stimolante perché tocca la sfera della curiosità umana obbligando a riflettere anche su argomenti scottanti, anche quando non si vorrebbe.

L'esempio che mi ha aperto gli occhi sul guerrilla marketing  è stata la campagna organizzata dalla Israel's National Food Bank nel 2008, "Plates Guerrilla", guardala seguendo questo link. Un modo efficace e immediato per far conoscere la situazione della povertà alimentare e spreco in Israele.

Concludo facendo i complimenti a Giovanni Greco ed Enrico Pasquino per l'idea avuta e portata avanti partecipando al concorso "Giovani Leoni 2012" classificandosi terzi.