martedì 31 maggio 2011

Dal Social Network al Social Circle

Social Circle
Qualche giorno fa parlavo della fine dell’era dei social network e subito dopo, quasi fosse un segno, Blippy ha cessato l’attività.
Blippy ha fallito perché non ha compreso cosa vuol dire essere social. Hanno fatto un prodotto che condivide gli acquisti fatti tramite carta di credito. Hanno basato il modello sul “tutti amici, tutto condiviso”.

Questo sarà un mantra dei social fino a quando Facebook e la sua era arriveranno al termine. Nel frattempo i siti che seguiranno questo modello falliranno, come è stato per Blippy, Ping o Google Buzz.
Non sto dicendo che la gente smetterà di condividere ogni pensiero, foto o link: la gente ama la liberà di espressione. Facebook, Twitter e LinkedIn vanno bene perché costituiscono le fondamenta del social web. Sono l’elenco telefonico della nostra società, svolgono una funzione necessaria. Negli ultimi 5 anni c’è stata l’ascesa dei social network come “piattaforma ai pubblica utilità”. Ora stiamo invece entrando in una nuova era, che si focalizza sulla condivisione all’interno di gruppi di persone selezionate. L’era del Social Network è terminata, e sta iniziando quella del Social Circle.
Per meglio spiegare i fatti, faccio l’esempio delle feste di compleanno.
Quando un bambino della scuola materna fa una festa di compleanno invita tutta la classe, formata da individui che non si sono mai incontrati. E non si conosceranno davvero se non parecchi anni dopo, quando si svilupperanno amicizie che costituiscono la base di una catena di inviti, dove una persona invita l’altra, e quindi un’altra.
I social nework sono come questo tipo di compleanni. Anziché essere formati da “amici”, sono contenitori di persone di cui si conosce l’esistenza. Ci si connette con tutti perché gli strumenti non sono stati sviluppati per creare social circle più complessi, che rendono le relazioni più adulte e mature. Ed ha senso che l’evoluzione dei social digitali segua lo stesso percorso che noi facciamo in quanto esseri umani.
I Social Network sono caratterizzati da “tutti amici, tutto condiviso”. I Social Circle invece da “gruppi dinamici, condivisioni selettive”.
I Social Circle sono focalizzati sui gruppi, che si basano sulle reali relazioni di una persona. Questi gruppi si modificano dinamicamente per includere nuovi amici più vicini ed escludere quelli che diventano più lontani. La parola “amici” assume un significato uguale a quello dato nel mondo reale, ovvero un gruppo di persone con i quali si hanno legami stretti. I contenuti sono condivisi selettivamente con le persone più affini, rispecchiando l’intimo rapporto di amicizia presente nella vita reale.
Qualcuno obietterà che i Social Network permettono già questo tipo di interazione. Io penso di no, e voglio provartelo.

Ho avuto più volte conversazioni simili nell’ultimo anno:

Io: Usi un servizio di check-in?
Loro: No
Io: Perché?
Loro: Non voglio far sapere a NESSUNO dove mi trovo
Io: Ma non devi mica farlo sapere a tutti, basta aggiungere solo i tuoi contatti più stretti come amici
Loro: Non funziona. Uso Facebook e ricevo richieste di amicizia da persone che non ho mai incontrato, mi sento in colpa, e quindi li accetto

Quando le persone parlano di privacy circa i loro check-in, non è che non vogliono che NESSUNO sappia dove sono, vogliono solo che non TUTTI lo sappiano. Il problema è la mancanza di strumenti per creare gruppi dinamici e intimi, con i quali effettuare le proprie condivisioni. Risolto questo problema, ci sarà un enorme incremento degli utenti mainstream.
Facebook ha alcuni strumenti per la gestione dei gruppi di amici: non funzionano perché si basano sull’idea che sia l’utente a dover curare questi gruppi. Ma gli utenti non faranno mai il lavoro necessario a costruire un Social Circle, così come non sono selettivi quando accettano le amicizie in un servizio di check-in.
Risolvere questo genere di problema è molto difficile. Se vuoi sapere perché Path (11,2 milioni di dollari di finanziamenti) e Color (41 milioni) sono stati in grado di raccogliere così tanti soldi è perché hanno puntato a risolvere questo problema. Gli investitori hanno scommesso che se c’è qualcuno che potrà riuscire a risolvere qualcosa di così difficile, potrà essere uno di quei 2 team.
Per quanto mi riguarda, sono disposto a scommettere su qualcuno disposto a lasciar perdere “tutti amici, tutto condiviso” e che invece punti a “gruppi dinamici, condivisioni selettive”. Come per la storia dell’uomo, prima o poi arriva il momento di crescere.

Fonte: Tagliablog, liberamente tradotto da The End Of The Social Network Era, The Rise Of The Social Circle Era, di Jason Schwartz.